LA PAGINA TRENTINA

Blog di informazione indipendente dal Trentino – Alto Adige

Come si vende la dignità nazionale (e si mette l’Italia in pericolo)

di Paolo Deotto
fonte: riscossacristiana.it
‎19‎/‎10‎/‎2016
Il viaggio di Topolino Renzi per baciare la pantofola a Obama è una vera farsa tragica. È una farsa per il livello dei protagonisti, ma è tragica per tutti noi, per la nostra Italia.
di Paolo Deotto
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In fondo, il boy scout, nel suo orgasmo da notorietà, almeno una scelta giusta l’ha fatta. Si è portato con sé, tra gli altri, Roberto Benigni. Una volta era normale che alla Corte del Re ci fosse un buffone. Topolino Renzi ha voluto strafare e ha raddoppiato: oltre sé stesso ha portato alla Corte di Washington anche un buffone di professione.
Certo, si può essere comprensivi al massimo, si può capire che un ragazzotto mai cresciuto perda la testa, passando in pochi anni da “capobranco” di lupetti a Capo del Governo, e venendo invitato addirittura allo “State dinner” dal Capo dei Capi. Può perdere la testa e magari addirittura pensare che tutta questa strada l’ha fatta perché lui vale qualcosa.
Si può essere comprensivi al massimo, ma resta il fatto che il ragazzotto è il Presidente del Consiglio dell’Italia, che è la nostra Patria, che siamo noi, e nei suoi gioiosi sculettamenti coinvolge e getta nella vergogna tutti noi.
A questo punto, legittimamente, alla comprensione subentra una certa seccatura.
L’informazione allineata ci racconta la tragicomica visita in America. Vedi su ANSA, La Stampa, Repubblica, Corriere. Quest’ultimo, in una sorta di sadismo nei confronti dei lettori, ci fornisce anche una galleria di 134, dicasi centotrentaquattro, foto del fausto evento (clicca qui).
Le voci dissenzienti ci sono, ma non sui grandi organi di stampa. Una è quella di Giulietto Chiesa, giornalista che non può esser tacciato di bieche simpatie reazionarie (“Renzi oggi da Obama: qual è la vera richiesta degli Usa all’Italia in tema di politica estera? “Chiederà di appoggiare l’iniziativa provocatoria della Nato nel Baltico. L’Italia ha già deciso di mandare le sue truppe addizionali nel Baltico; mi pare che Obama si limiterà a chiedere all’Italia di sostenere la loro offensiva anti-Russia e io temo che il presidente Renzi dirà tranquillamente di sì”. ), un’altra quella di Marcello Foa, che titola: “Obama usa Renzi contro la Merkel. E contro Putin”.
Comunque le veline del Minculpop ci dicono che è tutto molto bello, perché essere accolti addirittura con lo “State dinner” è un grande onore. E poi, si sa che l’America è il Bene con tre o quattro “B” maiuscole, e quindi tutto va ben, madama la marchesa.
Però, se Renzi si rendesse conto di rappresentare l’Italia, se ne sarebbe dovuto tornare indietro dopo poche ore, salutando Obama e invitandolo a farsi i fatti suoi. Perché?
Le inaccettabili interferenze americane sul voto italiano
A breve andremo a votare per un referendum la cui importanza va ben al di là dell’esito del voto sul quesito proposto nella scheda. Se Obama fosse un privato cittadino avrebbe ogni diritto di esprimere il suo parere in materia. Ma Obama è un Capo di Stato (e di governo), e non di uno sperduto e ininfluente staterello. La sua aperta presa di posizione in favore del “Sì” ha un solo nome: interferenza. Aggiungerei: interferenza inaccettabile, tanto più inaccettabile essendo fatta di fronte al Capo del governo italiano. Se questo Capo (?) avesse a cuore la dignità dell’Italia, di fronte a questa smaccata invasione di campo, avrebbe dovuto avere la dignità di girare i tacchi, riprendere l’aereo e tornare a casa. Ma Topolino porta in giro per il mondo una sola immagine, un solo interesse: Topolino.
Viene nostalgia di Bettino Craxi, che a Sigonella seppe tener duro contro le pretese (illegittime) degli americani. E gli americani finirono per dare ragione a Craxi, perché i prepotenti si affrontano in un solo modo: a muso duro.
L’Italia a rimorchio della politica americana
Obama sorride, abbraccia e si spreca in lodi sperticate di Topolino. Le parole non costano nulla. Ma dà gli ordini: “Maggior impegno in Libia”. La Libia, dopo la caduta di Gheddafi, voluta proprio dalla dissennata politica occidentale con ampia sponsorizzazione americana, è un casino infernale, dove il governo “ufficiale” non arriva a controllare la metà del territorio. Dalla Libia partono quotidianamente i barconi, che addirittura soccorriamo in acque internazionali, che ci forniscono generosamente migliaia e migliaia di “profughi” più o meno veri. “Maggior impegno” per sostenere “sul piano diplomatico, economico e anche militare” un governo libico che non sta in piedi.
E se, per caso, il governo americano considera l’Italia “troppo morbida” verso la Russia, niente paura: il nostro governo ha già promesso la partecipazione di soldati italiani nel contingente NATO che verrà schierato ai confini della Lettonia. In chiara funzione antirussa, per proteggere la Lettonia da una minaccia che non c’è, ma per aumentare ulteriormente la pressione sulla Russia, per coinvolgere anche l’Italia nel più pazzesco conflitto che il pazzesco governo di Washington sta chiaramente preparando.
Abbracci, pacche sulle spalle tra i due capi di governo, quello effettivo (Obama) e la caricatura (il nostro). Le signore sorridono felici, inguainate in eleganti abiti, la stampa ci informa sul menù del mitico “State dinner”. Benigni fa il buffone, e si direbbe che sia l’unico a fare con serietà il suo mestiere.
Ci hanno detto che Stati Uniti e Italia sono due Paesi che condividono gli stessi valori. Basta questa frase per farci capire quanto siamo caduti in basso. Gli stessi valori espressi da Obama, l’uomo che, oltre a cercare la guerra con la Russia dopo aver già scatenato altre guerre per il mondo, ha creato i tre tipi di gabinetti alla Casa Bianca: per donne, per uomini e per indecisi e/o fluttuanti. L’esito del “sogno americano”: la moltiplicazione dei cessi.
Quale futuro ci aspetta?  “Non cediamo alla cultura della paura. Il futuro è impossibile da prevedere, ma il futuro, ci insegnano gli Usa, è un luogo meraviglioso verso cui incamminarsi”. Questa roba non l’ha detta un ubriaco: l’ha detta il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, che ammette tranquillamente di non saper prevedere nulla, ma tanto basta seguire quello che “ci insegnano gli Usa”. Vedi su La Stampa.
Idee poche, ma ben confuse. Queste sono gli alti intelletti che guidano il destino dell’Italia.
Preghiamo Iddio perché salvi l’Italia; umanamente siamo già rovinati.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 ottobre 2016 da in fonti esterne, Italia, Senza categoria.
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