LA PAGINA TRENTINA

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Islam, Chiesa e Gay:trionfano vigliaccheria e menzogna

fonte: http://www.lanuovabq.it

«Purtroppo è la religione, inclusa la nostra, che prende di mira, perlopiù verbalmente, e spesso genera disprezzo per gay, lesbiche e transgender. Oggi gli attacchi contro uomini e donne Lgbt spesso piantano il seme del disprezzo, che si trasforma in odio e alla fine può portare alla violenza». Queste parole di Robert Lynch, vescovo di Tampa, in Florida, a commento della strage di Orlando, una volta sarebbero state sorprendenti e intollerabili, oggi sembrano diventate assolutamente normali anche nella Chiesa. E sono in perfetta sintonia con quanto a voce sempre più alta viene affermato dal mondo laicista.

Sono bastati tre giorni per superare lo choc che ha mandato in corto circuito il politicamente corretto (non si può parlare male di gay e islamici, ma cosa dire quando uno ammazza gli altri?), ed ecco trovata la via d’uscita: la colpa è della religione in generale, e dei cristiani in particolare. Negli Stati Uniti a puntare esplicitamente l’indice contro i cristiani sono i rappresentanti dell’American Civil Liberties Union (ACLU), che imputano ai cristiani che si oppongono al matrimonio gay di aver creato un clima di odio nei confronti degli Lgbt: «La Destra Cristiana ha proposto 200 leggi anti-Lgbt negli ultimi sei mesi e poi ce la prendiamo con gli islamici? Assolutamente no», ha detto l’avvocato Chase Strangio, che anzi ha accusato i cristiani di provocare anche questa islamofobia.

Sembra di essere tornati ai tempi di Nerone, qualsiasi cosa accada è colpa dei cristiani, che vanno quindi perseguiti. O, nella migliore delle ipotesi, vanno messi in un unico calderone con tutte le religioni, i monoteismi in particolare, colpevoli di essere fonti di discriminazione nei confronti degli omosessuali. Anche Repubblica Tv insiste su questo punto e scomoda la filosofa Michela Marzano per rispondere alla domanda «Perché le religioni odiano gli omosessuali?». La quale filosofa, nonché parlamentare eletta nelle liste del PD, ci spiega che il problema non sta nella fede in generale ma sta negli integralismi religiosi, la cui forma di chiusura nei confronti dei gay si trasforma facilmente in odio.

L’integralista infatti – ci spiega la Marzano – è «fanatico e fondamentalista», odia il diverso e vuole «imporre i dogmi della propria fede agli altri». Ma attenzione all’argomento: l’integralista vede nell’omosessuale un «turbamento dell’ordine naturale». Da qui all’insofferenza e poi alla violenza il passo è breve, ci dice sempre la Marzano. Fortunatamente c’è papa Francesco, conclude con un filo di speranza la filosofa, che ci spiega la vera fede e – travisando le sue parole – lo fa diventare addirittura paladino dei diritti gay.

Ma finché a propugnare queste tesi sono gli esponenti laicisti, per quanto preoccupante, non è però sorprendente. Ma queste stesse tesi ormai trovano ampio risalto anche fra esponenti cattolici. Non solo il lontano vescovo della Florida; lo stesso quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, ripete in altro modo gli stessi concetti della Marzano. In una surreale intervista (pag. 6 del 14 giugno) a Francesco Spano, direttore dell’Unar (sì, proprio l’ufficio nazionale anti-discriminazioni razzali che tanto si dà da fare per imporre il gender nelle scuole italiane), ritroviamo pari pari la stessa lettura: la fede autentica, che accoglie tutto e tutti, non fa problema, sono gli estremisti di ogni religione alla base dell’omofobia. Non solo: costoro sono anche responsabili dell’aumento delle ostilità contro ebrei, islamici e cristiani, perché la contrapposizione che essi creano con chi è fuori dalla religione provoca la reazione.

Ma per fortuna che, anche qui, c’è papa Francesco. Notiamo la domanda dell’intervistatore che sottopone un giudizio sulla Chiesa al direttore dell’Unar: «I monoteismi sono sempre e comunque chiamati a fare l’esame di coscienza per i non pochi atteggiamenti di condanna espressi, soprattutto in passato, verso le persone omosessuali, ma non trova che ora la svolta chiesta alla Chiesa cattolica da papa Francesco segni una netta inversione di tendenza?». Un islamista fa la strage, ma è la Chiesa che deve cambiare. Ovvia la risposta entusiastica del rappresentante del laicismo: «I gesti e le parole di papa Francesco stanno guidando la Chiesa cattolica verso orizzonti capaci di restituire speranza a molte persone», speranza – sottinteso – che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, tanto per dire gli ultimi, negavano. E ancora: «Credo che una riflessione autentica sul rispetto della dignità dei credenti omosessuali nella Chiesa sia molto importante, soprattutto per non fare sentire escluse tutte quelle persone di fede che sono omosessuali». Ecco fatto: adesso per decidere la pastorale dobbiamo chiedere al direttore dell’Unar.

In tutte queste prese di posizione si noteranno due aspetti di fondo: la vigliaccheria e la menzogna, l’una legata all’altra. La vigliaccheria è evidente: si ha paura dell’islam, quindi guai a dire che non è «una religione di pace». Un islamico spara, un commando islamista fa attentati in nome dell’ISIS o di al Qaeda, ma guai a dire che l’islam c’entra qualcosa: se c’è terrorismo in un modo o nell’altro è sempre colpa dell’Occidente, e in ogni caso sono i cattolici a dover fare l’esame di coscienza. Tutti già pronti a sottomettersi, quando il Califfato arriverà in Europa non avrà neanche bisogno di combattere.

Ma siccome i vigliacchi vogliono passare per fini intellettuali e uomini religiosamente corretti, ecco la menzogna distribuita a piene mani. Tutte le religioni sono uguali, dicono in coro: sono buone, ma purtroppo ognuna ha i suoi estremisti. Eh no, cristianesimo e islam non sono la stessa cosa, neanche nei confronti degli omosessuali. L’affermazione del Catechismo che, in continuità con la tradizione ebraica, dichiara l’omosessualità “contro natura” non è la condanna degli omosessuali che troviamo nei paesi islamici. Il cristianesimo ha introdotto nella storia il valore unico e assoluto della vita umana, della dignità di ogni persona. Ma proprio per questo è in grado di riconoscere e dare un nome alle differenze, è capace di dare un giudizio sul bene e sul male, su ciò che è giusto e ciò che è malvagio. Dire che un atto è “contro natura” non è fonte di alcuna violenza, è solo il riconoscimento della realtà.

Piuttosto, è affermare che tutto sia uguale, che tutto sia indifferente che genera violenza. E al proposito chi parla tanto di papa Francesco per giustificare i propri progetti, dovrebbe almeno ricordare quando nella catechesi del 15 aprile 2015, riferendosi alla teoria del gender che pretende di superare la distinzione tra uomo e donna proponendo di riconoscere pari dignità a ogni orientamento sessuale, disse: «Io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione».

Nell’islam la situazione è ben diversa, non esiste una pari dignità per tutte le persone: non solo le persone omosessuali, c’è una divisione netta tra chi è fedele e chi non lo è, il valore della persona dipende dall’adesione all’islam. Basterebbe dare un’occhiata alla situazione nei paesi islamici per rendersi conto della differenza. O anche passare in rassegna gli attentati compiuti in questi anni: l’attacco al locale gay è solo l’ultimo degli obiettivi colpiti, che non hanno risparmiato nessuno.

Per quanto poi riguarda la Chiesa cattolica, è pura menzogna affermare o lasciare intendere che prima di papa Francesco la Chiesa condannava le persone omosessuali. La Chiesa – vedi il Catechismo – condanna fermamente gli atti omosessuali, non le persone in quanto tali. Anzi, tale condanna si accompagna a una attenzione particolare alle persone che hanno questa tendenza. Non c’è nulla nel Catechismo della Chiesa cattolica che autorizzi, anche implicitamente, a disprezzare o addirittura odiare le persone con tendenza omosessuale.

Fare confusione su questo è solo un modo per fare avanzare l’agenda omosessualista nella Chiesa; svela il tentativo – ormai dichiarato – di cambiare anche il Catechismo per sistemare la situazione di tante persone omosessuali che oggi nella Chiesa hanno scalato posizioni di carriera molto alte. E, impedendo di riconoscere le vere radici della violenza terroristica, fanno anche il gioco del Califfo.
articolo tratto da : Www.lanuovabq.it

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Questa voce è stata pubblicata il 15 giugno 2016 da in fonti esterne.
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